Le penalizzazioni di Google PDF Stampa E-mail

Proponiamo di seguito un elenco di penalizzazioni che Google infligge ai siti web: webmaster avvisato ...

 

Non abbiamo la pretesa di pensare che l'elenco che segue sia definitivo od esaustivo, tuttavia è sicuramente un buono spunto di riflessione per ogni webmaster che dovrebbe spuntare, punto dopo punto, ogni elemento dell'elenco per essere sicuro che il proprio sito sia google-friendly.

Linkare a siti bannati. E' importante evitare di linkare a siti bannati, pertanto è consigliabile tenere sotto osservazione i siti beneficiari dei links del vostro sito. I siti bannati mostrano un page rank pari a 0 e spesso la barra del page rank mostrato dalla google toolbar assume un colore grigio. Se un sito linkato dalle vs. pagine ha queste caratteristiche è opportuno rimuovere il link. E' importante non inserire links nel sito a cuor leggero, ma farlo solo se questi sono veramente utili per il visitatore e se sono “sicuri”;

Linkare a “cattive amicizie”. Il termine “cattive amicizie” (link neighbourhoods) compare esplicitamente nelle guidelines di Google. Ma chi sono le cattive amicizie? Google con questo termine intende le link farms o le doorway pages. Quindi in sostanza non bisogna mai linkare a siti o pagine che mettano in atto azioni di spam senza un contenuto originale ed utile per il visitatore;

Eccessivo utilizzo di software automatici. Google può penalizzare il webmaster se egli fa un uso eccessivo di software che, al fine di realizzare reports sul posizionamento in Google, effettuano queries automatiche. Al fine di venire incontro agli utenti che necessitano di utilizzare detti software, Google ha rilasciato le Google API che consentono un certo numero di queries al giorno con la sicurezza di non incorrere in alcuna penalizzazione;

Sovraottimizzazione del sito. Molte sono le maniere in cui il webmaster può cadere nella fattispecie della sovraottimizzazione: ad esempio mediante una strategia di link building eccessiva inserendo la stessa parola chiave in ogni testo di ancoraggio nei links che il sito riceve. Quando si opera per incrementare i links ricevuti da altri siti occorre fare attenzione al testo di ancoraggio il quale deve essere variato il più possibile. Basta spesso utilizzare la logica. Quante probabilità ci sono che dieci webmaster nell'inserire un link nel loro sito verso il vostro utilizzino tutti e dieci esattamente lo stesso identico testo di ancoraggio? Poche, diremmo noi. Per questo motivo, al fine di far apparire a Google questi links come “naturali” e non “artificiali”, occorre sempre differenziare i testi di ancoraggio. Un altro scenario della sovraottimizzazione è quando un sito (soprattutto se di recente registrazione) riceve una grande quantità di links all'improvviso senza che poi la percentuale di crescita dei links nel futuro sia continua e progressiva. Molto meglio invece fare in modo che un sito riceva una moderata quantità di links alla settimana, ma in modo continuo, piuttosto che una valanga di links improvvisi;

Cross linking e mini network. Se possedete più di un sito e la penalizzazione di Google colpisce tutti i domini in uno stesso momento conviene controllare la struttura di interlink (cross linking) fra i siti in questione. Certe strutture di cross linking, soprattutto quando i domini condividono uno stesso IP – magari perché tutti parcheggiati presso una medesima società di hosting – possono essere considerati da Google come “link schemes” ovvero schemi di link artificiali contrari alle linee guida (che incitano invece il webmaster a ricevere solo ed esclusivamente links naturali). Il rischio è ancora maggiore quando avvengono scambi di links tra un sito e l'altro del mini-network. Fate sempre attenzione che non siano mai posti in essere links reciproci. Il rischio è particolarmente alto poi quando i links sono situati nella parte bassa della pagina.

Testo nascosto. Rimuovete, se presente, il testo nascosto e le parole chiave nascoste (rese cioè non visibili durante la navigazione). Il contenuto testuale può essere nascosto mediante i fogli di stile (css) oppure assegnando al testo lo stesso colore dello sfondo. Si tratta di tecniche ormai molto rischiose che possono indurre Google a bannare il sito.

Keyword Stuffing. La tecnica del “keyword stuffing” consiste nell'inserire nel sito una quantità del tutto non naturale di ripetizioni di parole chiave nel body text. Fate sempre attenzione di inserire testi che abbiano un vero contenuto logico e siano scritti in maniera grammaticalmente corretta e in modo chiaro e comprensibile.

Redirect di pagina automatici. L'uso di redirezionamenti di pagina automatici basati sul tag meta refresh o su javascript comporta spesso una penalizzazione da parte di Google se le pagine che effettuano il redirezionamento sono viste come doorways. Il redirect in questo caso è molto pericoloso, soprattutto se il tempo di rerdirezionamento è settato in modalità inferiore ai cinque secondi e se la pagina che effettua il redirect è ottimizzata con titolo, h1, links interni e body text per il miglior posizionamento nei motori di ricerca. Se il redirect viene fatto con uno scopo innocente (magari per condurre il visitatore ad una nuova pagina che sostituisce una ormai obsoleta o morta) allora è meglio utilizzare il redirect 301.

Acquisto di links. Pare ormai evidente, come detto esplicitamente anche da Matt Cutts nel suo blog, che Google ha decisamente ridotto l'incidenza dei links acquistati sulla link popularity e sul page rank, in modo tale che questo tipo di links sia pressoché ininfluente (e forse in un prossimo futuro anche negativo) rispetto al posizionamento e al page rank.

Scambio di links reciproci. Come detto in precedenza (vedi lezione 1) il fatto che un sito possa ricevere in breve tempo una notevole quantità di links con il medesimo testo di ancoraggio può apparire assai sospetto a Google. Quando poi si riceve un forte numero di links reciproci (cioè scambiati: il sito A linka al sito B che linka a sua volta al sito A) accade che il rischio aumenta in quanto si ricevono links da siti di bassa qualità con contenuti spesso non correlati e nemmeno similari e si configura assai facilmente lo scenario della sovraottimizzazione, con relativa penalizzazione nei risultati di ricerca. Noi siamo contrari allo scambio di links in quanto riteniamo sia ormai una tecnica giunta definitivamente ad un binario morto (si veda in proposito Scambio links: fine di un'era?). Per coloro che vogliono continuare a sostenere questa strategia che troviamo comunque molto rischiosa, consigliamo di fare in modo di scambiare links solo ed unicamente con siti correlati nei contenuti e il più possibile autorevole (elevato page rank).

 

 
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