7 giorni senza apparecchi digitali PDF Stampa E-mail
Il giornalista Dom Joly di The Independent ha raccontato come ha vissuto una settimana senza dispositivi digitali di alcun tipo.

Il quotidiano inglese The Independent ha pubblicato un articolo firmato dal giornalista Dom Joly che si è sottoposto a un singolare esperimento: si è privato per una settimana di qualsiasi dispositivo tecnologico e della possibilità di sfruttare Internet e le televisioni via cavo. Insomma si è comportato come se vivesse negli anni ’70. Dopodiché ha resocontato come ha vissuto la settimana in un divertente reportage autobiografico.

Joly ne parla come di sette giorni “terribili”. La sua dipendenza da tecnologia ha messo a dura prova la sopravvivenza mentale di un uomo abituato a passare al computer quasi tutta la sua giornata. Ecco qualcuno degli aspetti più salienti di questa avventura.

Innanzi tutto, niente più musica, perché l’uomo digitale ha praticamente tutti i suoi ascolti in forma di file MP3. E neanche gli è permesso di ascoltare la radio, che è anch’essa digitale (che fine hanno fatto le vecchie radioline a transistor analogiche?!)...

In auto, raggiungere una destinazione banale diventa un inferno: il navigatore è bandito e orientarsi diventa un serio problema.

Ma ancora più problematico è fare una telefonata a un amico o anche alla propria moglie: chi ricorda più i numeri a memoria? E soprattutto chi li scrive più nelle agendine cartacee?

Per chi poi è abituato a scrivere con il PC, riprendere in mano la penna diventa una tragedia. Praticamente non si sa più scrivere! E quando si scrive vengono fuori sgorbi che ben poco somigliano a caratteri decifrabili...

In televisione si può solo guardare la programmazione in onda sui canali analogici. Pochissimi e banali. Noia mortale e desiderio di spegnere rapidamente il televisore...

Ricordare gli appuntamenti, poi, è difficilissimo: le agende cartacee sono ormai consegnate alla memoria degli anni del liceo... Non potendo accendere i dispositivi digitali tutta la memoria di persone e luoghi è perduta.

Che giochi si possono fare? Escludendo i computer e le consolle di videogames restano i giochi di carte, lo Scarabeo, il Monopoli, gli scacchi... ma quasi non li si considera più neanche giochi!

E così, via: il destino dell’homo digitalis che viene staccato dai suoi gadget digitali è quello di uno sbandato, disadattato, annoiatissimo individuo che non sa più neanche mantenere il rapporto con i suoi amici più stretti. Siamo davvero tutti ridotti così?

 

 
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