| Macchina che legge nel pensiero il primo prototipo |
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Un team di ricercatori della Carnegie Mellon University di Pittsburgh ha creato uno strumento capace di capire se il cervello sta pensando a un certo oggetto visto in precedenza tra dieci diverse immagini di edifici e utensili.
Non siamo ancora all’invenzione di una macchina capace di decodificare con precisione i contenuti del pensiero umano, ma un passo in questa direzione è stato compiuto. Un team di ricercatori della Carnegie Mellon University di Pittsburgh ha realizzato uno strumento capace di capire se il cervello sta pensando a un certo oggetto che il soggetto ha visto in precedenza tra dieci diverse immagini di edifici e utensili. Sostanzialmente l’apparecchio è in grado di individuare e riconoscere quali parti del cervello sono attive in corrispondenza di ciascuna immagine vista e quindi stabilire con una precisione del 97% se si sta pensando a uno degli oggetti già mappati. Al momento il riconoscimento è possibile solo in riferimento a immagini, ma presto, auspica la ricercatrice Svetlana Shinkareva, si spera «di poter identificare non soltanto i pensieri associati a immagini ma anche quelli connessi a parole e poi a frasi». Il professor Marcel Just, direttore dei lavori della squadra, ha osservato in un’intervista alla rivista Plos One: «Ci siamo sempre chiesti a livello filosofico se la percezione di un colore come il blu sia la stessa per tutte le persone. Adesso grazie al nostro studio abbiamo riscontrato che l’attività cerebrale che risponde a immagini di utensili ed edifici è analoga». Sviluppi di questo approccio sperimentale al funzionamento della mente umana possono trovare larga applicazione nella comprensione di patologie come l’autismo o la messa a punto di macchine della verità più affidabili e precise in criminologia. |
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