Virus nei motori di ricerca PDF Stampa E-mail
Virus nei motori di ricerca ? Finte pagine di importanti siti con virus si indicizzano a migliaia..

Il motore di ricrca più 'attaccato' è ovviamente il più utilizzato ovvero Google.  Da un aggiornamento della situazione sembra che anche numerose pagine di famosi siti Usa siano state clonate ed indicizzate sui motori di ricerca.

Se ne era già parlato qualche tempo fa...

Era stato il ricercatore ed esperto di sicurezza Dancho Danchev a darne l'annuncio dopo aver trovato numerose pagine di siti importanti come ZDNet Asia e di TorrentReactor perfettamente indicizzate nei motori di ricerca, anche nelle prime pagine, ma assolutamente fasulle.

E' la nuova frontiera degli attacchi informatici con lo scopo di far arrivare ignari utenti su false pagine di siti famosi e quel che è peggio è che non serve nessun attacco ai server dove risiedono i domini.

Inaftti, l’azione di clonazione delle pagine ha come artefici un gruppo di pirati informatici russi, che hanno immesso in rete una quantità di URL riferiti ai due domini che includevano istruzioni per lanciare iFrame da sovrapporre alla pagina legittima.

Quindi sono pagine clonate, false, che una volta lanciate dall'utente che le trova nel motore di ricerca lanciano a loro volta un iframe per far in modo che la pagina sembri uguale perfettamente all'originale.

Il problema, però, è che i pirati non si sono limitati a questo: il server russo è provvisto di un meccanismo di autodifesa, per cui ogni volta che identifica un IP attribuibile a un istituto di controllo antipirateria o un’azienda operante nel campo della sicurezza informatica restituisce una pagina con errore 404, impedendo agli investigatori della rete di scoprire il server.

Da un aggiornamento della situazione sembra che anche numerose altre pagine di famosi siti Usa siano state clonate ed indicizzate sui motori di ricerca tra cui News.com, Packard Bell.com, Walmart.com, WebShots.com e Forbes.com.

Secondo quanto dichiarato dallo stesso esperto di sicurezza russo che per prima ha denunciato la situazione e da altre società di settore il fenomeno è ancora limitato e i risultati sono per la maggior parte puliti, quindi niente allarmisi facili.

Lo steso Google ha rimosso migliaia di pagine infette e sta sviluppando un filtro automatico per scovarle: operazioni che sembra essere, secondo voci di corridoio, più difficile del previsto proprio per l'abilità dei pirati sopra descritta, ma gli stessi programmatori di Google si dicono ottimisti.

Quindi, niente allarmismi per ora.

 
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